Dott.ssa Angela Somma

Psicologo: tra falsi miti e pregiudizi

Ancora oggi aleggiano attorno alla figura dello psicologo delle convinzioni che usiamo come giustificazione per decidere di non rivolgerci a questa figura professionale. Tali pregiudizi possono essere sfatati se provassimo ad approfondire cosa si nasconde dietro queste idee. Molte volte utilizziamo delle idee che ci sembrano più convenienti per tutelarci dalla paura che abbiamo di affrontare i nostri problemi o anche perché temiamo che gli altri possano giudicarci in maniera negativa. In merito a queste considerazioni, pensando ai motivi che ci portano a tirarci indietro rispetto alla scelta di consultare uno psicologo, ho individuato alcune giustificazioni comuni in cui potersi riconoscere nel momento in cui rinunciamo alla possibilità di un confronto professionale.

“Non sono matto!”

L’idea che lo psicologo sia un professionista della salute mentale per cui lavora solo con chi è “disturbato mentalmente” è un pregiudizio comune. Chi si rivolge ad uno psicologo/psicoterapeuta nella maggior parte dei casi è una persona che sta vivendo una difficoltà personale o relazionale, un momento di crisi, un evento stressante o semplicemente sente che potrebbe far qualcosa per stare ancora meglio e vorrebbe prendere in mano le redini della propria vita, per cambiarla in positivo, o comunque per conoscersi più a fondo.


“Chiedere aiuto è per i deboli: io sono forte!”

Al contrario! Decidere di rivolgersi ad uno psicologo è un atto di coraggio, significa infatti compiere una scelta importante per poter cambiare la propria situazione e eliminare ciò che fa soffrire, avendo il coraggio di guardarsi dentro, prendendo consapevolezza di quali sono i propri punti di debolezza ma anche (ri)scoprendo i propri punti di forza.


“Potrebbe manipolarmi la mente!”

L’idea che lo psicologo possa fare “il lavaggio del cervello” è una delle più grandi false credenze legate al concetto di stregoneria. Partendo dal presupposto che questa non è un’abilità di cui gli esseri umani sono dotati (e gli psicologi sono esseri umani anche loro) sarebbe deontologicamente scorretto imporre le proprie idee e i propri valori nel rispetto della persona. Il terapeuta si pone come guida esperta nell’esplorazione e nella ricerca di possibili soluzioni in una data situazione. Egli, infatti, non dirà mai al paziente cosa dovrebbe o non dovrebbe fare, né tantomeno dà consigli a riguardo (come potrebbe fare un amico!): ogni scelta compiuta dal paziente deve essere soltanto sua, liberamente valutata e decisa.


“Sono fatto così: cambiare è impossibile!”

È vero che tutti nasciamo con delle particolari inclinazioni, ma gran parte della personalità è frutto anche delle esperienze vissute e del modo in cui si osservano le cose, sul quale si può agire e modificare, arrivando così anche ad aumentare in maniera sensibile il proprio benessere. Talvolta ciò accade spontaneamente, grazie a determinate situazioni, all’incontro di persone speciali che fungono da motore di un possibile cambiamento. Altre volte, invece, può essere uno specialista qualificato che aiuta ad esplorare sé stessi in profondità, ad individuare quei nodi che generano sofferenza e a mostrare come modificarli.


“Nessuno può comprendere il mio dolore”

Già solo questo convincimento è ciò che in parte sostiene ed alimenta il malessere. Prima di tutto, se anche l’altro avesse vissuto la stessa esperienza, non è detto che l’avrebbe sentita, percepita e vissuta allo stesso modo; è risaputo, infatti, che la stessa situazione può essere vissuta in molteplici modi differenti. Lo psicologo in quanto professionista possiede una formazione e degli strumenti (tra cui l’empatia) che utilizza in diverse situazioni anche se non le ha vissute personalmente.


“E’ impossibile risolvere i problemi solo parlando!”

La “parola” è lo strumento principale con cui lo psicologo lavora. Attraverso la narrazione si costruiscono significati e i significati sono differenti da persona a persona. Pensiamo al confronto in una comunicazione: molte volte non ci comprendiamo proprio perché attribuiamo significati diversi alle stesse situazioni, partiamo cioè dal nostro punto di vista. Vediamo il mondo dal nostro punto di vista e quindi anche le situazioni in cui ci troviamo a vivere sono lette secondo il nostro parere. Parlare ci aiuta a cambiare il modo in cui attribuiamo significato al mondo modificando di conseguenza i nostri atteggiamenti e comportamenti.


“La psicoterapia dura troppo (e costa troppo!)”

Chi ha questa falsa convinzione probabilmente non è a conoscenza del fatto che esistano più tipi di percorsi differenti: si può andare dallo psicologo per un consulto psicologico, che di solito dura qualche incontro, per un percorso più breve o uno più lungo. Il tipo di percorso viene valutato e deciso insieme dalla coppia paziente-psicologo, in base anche agli obiettivi che essa si pone. Il paziente, in ogni caso, è sempre libero di interrompere il percorso quando vuole.

E’ necessario sapere inoltre che ci sono differenti tariffe, sia in base al motivo del consulto, sia in base al singolo specialista.

È possibile accedere a prestazioni con prezzi calmierati, generalmente nelle strutture pubbliche, ma anche in alcuni centri privati o convenzionati con il pubblico. Chiedere prima, in ogni caso, è sempre possibile, per essere informati ed evitare sgradite sorprese.


“Posso parlare dei miei problemi con un amico.”

Alcune persone ritengono erroneamente che recarsi dallo psicologo sia equivalente a rivolgersi ad un caro amico, con la differenza che quest’ultimo è anche gratuito! Magari ritengono anche che chi va dallo psicologo non abbia amici, o che comunque non abbiano nessuno con cui parlare. Le cose invece non stanno così. La natura delle due relazioni è totalmente diversa. Innanzi tutto lo psicologo non è coinvolto in dinamiche affettive col paziente e in più possiede competenze e strumenti utili ad affrontare difficoltà strutturate cose di cui difficilmente un amico dispone.

In conclusione il fatto di essere psicologi non implica l’essere dotati di capacità paranormali per cui non è possibile essere capiti al primo sguardo!

Anche gli psicologi hanno una vita normale e fuori dalla stanza di terapia sono persone comuni che svolgono un lavoro sicuramente speciale se scelto col cuore, ma pur sempre un lavoro!

Conoscere questi pregiudizi può aiutarci a guardare in maniera diversa la figura dello psicologo e a fare in modo che tale figura possa fare meno paura!